Allergie alimentari: una nuova epidemia da combattere

La scoperta di nuove cure e lo sviluppo di cibi innovativi semplificheranno notevolmente la vita dei circa 250 milioni di persone che in tutto il mondo soffrono di allergie alimentari.

Industria alimentare e terapie innovative contro le allergie

Olivier ha nove anni e vive a Londra. Quando ne aveva tre, ha addentato un confetto con un’arachide all’interno rivestita di cioccolato al latte.

In meno di un minuto gli si è gonfiata la faccia e ha cominciato a provare una sensazione di soffocamento.

Da allora deve stare attento a tutto quel che mette in bocca. Non può mangiare la torta alle feste di compleanno né i dolci della mensa scolastica.

Non può partecipare agli eventi organizzati in classe in cui viene servito cibo e solo di rado può andare al ristorante. Il suo non è un caso isolato.

Come Olivier, altri 250 milioni di persone soffrono di allergie alimentari,1 un disturbo più diffuso nell’infanzia che in età adulta. Si tratta di un fenomeno allarmante che si sta trasformando in una vera e propria epidemia. Negli Stati Uniti le allergie alimentari nei bambini sono aumentate del 50 per cento dal 1997 al 2011, mentre quelle alle arachidi – che possono rivelarsi particolarmente gravi e persistenti – sono più che triplicate dal 1997 al 2017.2

“Le complicanze delle allergie alimentari rischiano di andare ben oltre i sintomi fisici che si manifestano nell’immediato”, afferma Stefan Catsicas, PhD e managing partner di Skyviews Life Science, società di consulenza privata specializzata in medicina di precisione e longevità.

“Creano grandi problemi alle famiglie, come L’isolamento sociale e I disturbi d’ansia, e talvolta possono sfociare in malattie croniche e potenzialmente mortali.”

C’è poi un costo economico niente affatto trascurabile. Attualmente negli Stati Uniti la spesa totale per la cura dei minori affetti da allergie alimentari è di 25 miliardi di dollari l’anno, ossia, in media, circa 4200 dollari pro capite.3

Fino in tempi recenti, in mancanza di terapie approvate, l’unico modo di evitare queste reazioni anomale era eliminare gli allergeni.

Tuttavia, la scoperta di nuove cure, lo sviluppo di cibi innovativi da inserire in una dieta ipoallergenica e una normativa più rigorosa in materia di etichettatura degli alimenti potrebbero contribuire, nel giro di breve, a semplificare la vita a Olivier e a tutti coloro che soffrono di disturbi del genere.

Disadattamento evolutivo?

Come spiega Stefan Catsicas, le reazioni allergiche si verificano quando il sistema immunitario dell’organismo – in particolare gli anticorpi immoglobuline E (IgE) – non riconosce alcune sostanze e le considera nocive. Per neutralizzarle, rilascia quindi dei mediatori chimici che provocano sintomi quali gonfiore del viso, orticaria o vomito.
La loro stessa esistenza appare singolare a prima vista. Il sistema immunitario dell’uomo ha una grande capacità di adattamento e la sua abilità di individuare le minacce è migliorata in milioni di anni di evoluzione.

È quindi strano che vada in tilt.

Secondo alcuni scienziati le allergie sarebbero dovute a un “disadattamento evolutivo”, ossia al fatto che determinati meccanismi interni dell’organismo si sono sviluppati in un ambiente profondamente diverso da quello in cui vive oggi l’uomo.

Tale disadattamento trarrebbe origine dalla discrepanza tra la lentezza dell’evoluzione e la rapidità dei cambiamenti della società. In sintesi, il nostro apparato digerente non avrebbe avuto il tempo di adattarsi ai cibi prodotti dall’agricoltura intensiva o dalla trasformazione degli alimenti apparsi negli ultimi decenni sugli scaffali dei supermercati.

Un’altra spiegazione possibile del boom di allergie va ricercata nella radicale trasformazione delle abitudini alimentari.

Con la globalizzazione e la diffusione di Internet improvvisamente chiunque ha avuto accesso a una vasta gamma di cibi provenienti da culture diverse che in alcuni casi il sistema immunitario non è stato in grado di gestire.

Uno studio ha dimostrato, ad esempio, che la diffusione in Europa della frutta a guscio, un ingrediente presente da secoli nella cucina cinese, ha provocato un forte incremento di questo tipo di allergie nel Vecchio Continente.4

Terapie e mercati innovativi per bandire le arachidi

In linea di massima, le terapie per la cura delle allergie alimentari non sono molto efficaci. Di solito, il medico raccomanda di eliminare del tutto i cibi che contengono le sostanze allergizzanti.

Ma Stefan Catsicas sostiene che i progressi compiuti sul fronte delle cure e delle terapie di ultima generazione fanno ben sperare.

“Nel campo dell’immunoterapia epicutanea e orale sono in corso studi clinici e i risultati ottenuti finora indicano una tolleranza e un’efficacia notevoli,” afferma.

“Sono attualmente allo studio farmaci biologici e anti-IgE che puntano a interferire con la funzione anticorpale delle immoglobuline E da impiegare in ambito terapeutico e gli esiti appaiono promettenti.”

Le autorità statunitense, britannica e svizzera hanno approvato, ognuna per conto proprio, un trattamento all’avanguardia che contribuisce a ridurre l’entità delle reazioni allergiche alle arachidi.

La terapia messa a punto da Aimmune Therapeutics, una controllata di Nestlé, mira ad aiutare i minori di età compresa tra i 4 e i 17 anni a diminuire gradualmente, nel corso degli anni, la sensibilità a questo alimento.

Stefan Catsicas afferma che la crescita del mercato dei prodotti ipoallergenici, ad esempio le alternative ai derivati del latte o i cibi senza glutine, dovrebbe ampliare le possibilità di scelta della famiglia con soggetti affetti da tali disturbi e semplificarle la vita.

Il mercato globale di questi alimenti, stimato a 12 miliardi di dollari nel 2020, dovrebbe toccare i 23 miliardi entro il 2031, con gli alimenti senza lattosio a farla da padrone.5

I prodotti sostitutivi del latte sono un altro segmento fiorente. Tra gli intolleranti al lattosio e i consumatori etici la domanda ha assunto proporzioni tali che, quando si è quotata in borsa a maggio 2021, Oatly, l’azienda svedese che produce latte vegano, ha raggiunto una valutazione di 10 miliardi di dollari USA.

A combattere le allergie potrebbe contribuire anche un’etichettatura più efficace degli alimenti.

Nell’ottobre del 2021 il Regno Unito ha varato una nuova normativa in materia che impone di indicare tutti gli ingredienti su qualsiasi prodotto venduto al pubblico.

La legge approvata in seguito al caso di Natasha, una quindicenne morta dopo aver mangiato un panino che conteneva sesamo, mira a far sì che chi soffre di allergie possa sapere esattamente che cosa mangia.

L’augurio è che altri paesi, soprattutto quelli emergenti, adottino normative analoghe a tutela dei consumatori, evitando però regole di etichettatura eccessivamente rigide, poiché la ripetizione troppo frequente dell’espressione “può contenere” riduce le possibilità di operare una scelta sicura. Le allergie alimentari stanno diventando una vera e propria epidemia che miete vittime tra i giovani.

Tuttavia, grazie a terapie e prodotti maggiormente innovativi e a una legislazione più rigorosa è possibile vincere questa battaglia.

Profilo di Stefan Catsicas

Stefan Catsicas è fondatore e managing partner di Skyviews Life Science, società di consulenza privata specializzata in medicina di precisione e longevità. È stato Chief Technology Officer e membo dell’Executive Board di Nestlé, Professore e Chairman di biologia cellulare presso l’Ecole de Médecine di Losanna nonché Professore di bioingegneria e Vice-President Research all’Ecole Polytechnique Fédérale. Siede inoltre nel Pictet Nutrition Thematic Advisory Board di Pictet Asset Management.

[1] World Allergy Organization
[2] Jackson KD, Howie LD, Akinbami LJ. 2013. Trends in allergic conditions among children: United States, 1997–2011. NCHS data brief, no 121. Hyattsville, MD: National Center for Health Statistics. http://www.cdc.gov/nchs/products/databriefs/db121.htm, Anvari S, Chokshi N, Kamili Q. Evolution of guidelines on peanut allergy and peanut introduction in infants. JAMA Pediatr 2016; 171: 2552.
[3] Alladapt Immunotherapeutics / Stanford 2022
[4] Seema Patel, Hafiz A.R. Suleria,Ethnic and paleolithic diet: Where do they stand in inflammation alleviation? A discussion, Journal of Ethnic Foods, Volume 4, Issue 4, 2017 Worm, Margitta et al. “Use of biologics in food allergy management.” Allergologie select vol. 5 103-107. 19 Feb. 2021, doi:10.5414/ALX02141E

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