La grande corsa per le risorse
Sintesi
Mentre le frizioni geopolitiche e le barriere commerciali aumentano la frammentazione globale, i governi danno priorità alla sovranità sulle risorse e alla sicurezza energetica per proteggersi dagli choc dell’offerta sempre più severi.
L’intelligenza artificiale crea volatilità dei prezzi a breve termine, ma nel lungo periodo la sua adozione si prevede farà aumentare la produttività e richiederà alla gestione di portafoglio di adeguarsi con una maggiore diversificazione.
La frammentazione globale alimenta la ricerca dell’autosufficienza
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La ricerca di sovranità in un contesto di frammentazione
Le tensioni geopolitiche e le barriere commerciali stanno spingendo gli Stati ad assicurarsi l’accesso alle risorse critiche, lasciando l’economia globale esposta a choc di offerta più frequenti e ad una maggiore volatilità dei prezzi.
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Il duplice impatto economico dell’intelligenza artificiale
Nel breve periodo la domanda di materiali per alimentare l’intelligenza artificiale accentua le pressioni inflazionistiche, ma nel lungo periodo l’adozione più diffusa dell’IA dovrebbe migliorare la produttività in tutte le regioni.
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La necessità di un adattamento strategico dei portafogli
Il contesto macroeconomico incerto richiede un affinamento della gestione dei portafogli, con una maggiore diversificazione mediante asset reali, azioni, investimenti alternativi e reddito fisso di alta qualità.
Una economia mondiale resiliente ma fragile
Questo contesto di incertezza è destinato a tradursi in una maggiore volatilità dei prezzi, accentuata nel breve periodo dalla «techflation» provocata dalla domanda dei materiali necessari a sostenere il boom dell'intelligenza artificiale (IA). I mercati emergenti si stanno adattando e assumono una importanza crescente grazie alle loro risorse e infrastrutture.
È questo il contesto in cui presentiamo le nostre previsioni macroeconomiche.
Questo mondo frammentato è caratterizzato da una corsa alla sovranità e alla sicurezza. Una guerra commerciale nel 2025 e il conflitto tra Stati Uniti e Iran nel 2026 hanno accelerato la frammentazione degli scambi commerciali, della sicurezza, dei mercati delle commodity e dei mercati finanziari. In questo scenario, l'economia globale ha dimostrato una notevole resilienza, ma rimane vulnerabile a choc dell'offerta più frequenti e più severi. In particolare si prevede che i premi per il rischio sui mercati energetici rimarranno elevati.
Il mondo frammentato richiede portafogli diversificati, con una focalizzazione sugli asset reali, inclusa una maggiore allocazione nelle azioni e negli investimenti alternativi, e nell’ambito del reddito fisso un aumento della preferenza per i titoli di elevata qualità orientati verso il finanziamento dell’economia interna
L’IA come nuova forza macroeconomica e geopolitica
L'IA si è affermata come un fattore determinante sul piano politico e geopolitico. Il boom degli investimenti nell'IA sta ridisegnando i bilanci delle imprese, sostenendo i margini di profitto e rafforzando l'effetto ricchezza per i consumatori. Una delle sfide sarà rappresentata dalla regolamentazione pubblica, in un momento di reazione sociale e politica agli effetti dirompenti dell'IA, alla fragilità del mercato del lavoro e alle disuguaglianze di reddito.
L'IA è anche un fattore di miglioramento per la produttività. Abbiamo rivisto leggermente al rialzo le nostre stime della crescita potenziale, per tenere conto del graduale incremento della produttività favorito dall'adozione dell'IA. Gli Stati Uniti trarranno probabilmente maggiori benefici rispetto al resto del mondo, ma Europa e mercati emergenti asiatici stanno recuperando terreno. Prevediamo che complessivamente il boom dell'IA eserciterà effetti disinflazionistici nel lungo periodo.
Ci aspettiamo che l'inflazione rimanga volatile e persistente. Secondo le previsioni, l’inflazione si manterrà mediamente più elevata rispetto ai decenni precedenti, sulla spinta nel breve periodo anche delle commodity e della «techflation». Nel lungo periodo, le pressioni inflazionistiche verranno invece da fattori strutturali quali le dinamiche demografiche e la decarbonizzazione
Fonte: Pictet Wealth Management, LSEG, al 30.06.2026
Stabilità monetaria, fragilità fiscale
Le banche centrali dovrebbero preservare la propria indipendenza e mantenere ancorate le aspettative di inflazione a lungo termine. Nella maggior parte delle regioni, i tassi di riferimento si sono avvicinati alle nostre stime del tasso neutrale (3,375% negli Stati Uniti e 2,25% nell'area euro), offrendo alle banche centrali più margine di manovra per allentare la politica monetaria alla prossima fase recessiva.
Le vulnerabilità delle finanze pubbliche rimangono un problema. L'aumento dei tassi obbligazionari sta mettendo in luce gli anelli più deboli del settore pubblico, mentre decenni di accumulazione del debito pubblico riducono lo spazio fiscale disponibile in futuro. Non prevediamo tuttavia una crisi sistemica imminente del debito pubblico negli Stati Uniti o in Europa.
La ripresa europea rallenta, ma non si arresta. L'Europa è stata colpita più duramente dalla crisi energetica del 2026, ma la crescita dovrebbe comunque recuperare terreno, sostenuta da programmi pluriennali di investimenti pubblici e privati nella difesa, nelle infrastrutture e nell’energia. Una maggiore integrazione finanziaria e fiscale nell’eurozona continua a rappresentare la rotta da tenere.
Cina e mercati emergenti si trovano ad un punto di svolta. I mercati emergenti si stanno adattando rapidamente ad un mondo più frammentato e beneficiano della crescente attenzione per l’IA, l’energia e la sicurezza delle catene di approvvigionamento, che stanno creando opportunità differenziate nei vari mercati. La Cina sta passando ad un modello di crescita di lungo periodo più contenuta ma più stabile, incentrata sulle proprie priorità strategiche.
Questo mondo sempre più frammentato è caratterizzato da una corsa ad assicurarsi la sovranità sulle risorse
La coalizione BRICS+, con la Cina in prima linea, ha dimostrato di potere contribuire ad accelerare fortemente le prospettive di crescita di alcuni dei suoi membri. Se la coalizione riuscirà a sfruttare efficacemente l'intera gamma di risorse la capacità di influenza di cui dispone, questi benefici potrebbero estendersi ad un gruppo più ampio di paesi in via di sviluppo. Viviamo in un contesto di mercato guidato dalla geopolitica e dai fattori macroeconomici. Questi fattori trainanti sono destinati a dominare i mercati per anni a venire, modificando la valutazione dei rischi e richiedendo alla gestione di portafoglio di adattarsi di conseguenza.
Da una allocazione globale ad una allocazione più orientata verso l’economia interna
Il mutato contesto globale ha chiare implicazioni per gli investimenti. Un mondo frammentato richiede portafogli diversificati, con una focalizzazione sugli asset reali, inclusa una maggiore allocazione nelle azioni e negli investimenti alternativi, e nell’ambito del reddito fisso un aumento della preferenza per i titoli di elevata qualità orientati verso il finanziamento dell'economia interna.
Horizon 2026
Macroeconomia · 08 set 2026
Horizon 2026 – La corsa alla sovranità sulle risorse
Siamo entrati in una nuova era. Il periodo postbellico di multilateralismo basato su regole ha lasciato il posto ad una rivalità multipolare e, di conseguenza, a crescenti tensioni politiche in un mondo caratterizzato da maggiore incertezza. Al centro di questa rivalità multipolare vi è una competizione per la supremazia tra Stati Uniti e Cina. E al cuore della stessa vi è una corsa alla leadership tecnologica, in particolare nel campo dell'intelligenza artificiale (IA). La ricerca delle superpotenze per il predominio digitale si estende ad una competizione per le risorse necessarie ad alimentare l'economia dell'IA. La fragile tregua commerciale tra loro è indicativa di un contesto caratterizzato da forti tensioni, nel quale la «sovranità sulle risorse» rappresenta l'imperativo dominante.
Macroeconomia · 21 set 2026
Stablecoin e euro digitale
La rapida evoluzione della finanza digitale ha portato le stablecoin e le valute digitali delle banche centrali (CBDC) al centro del dibattito economico globale. Le stablecoin, asset digitali concepiti per mantenere un valore stabile, hanno registrato una crescita esplosiva. Questo sta favorendo lo sviluppo di nuovi quadri normativi e solleva importanti interrogativi sul loro impatto sulla stabilità finanziaria, sulla politica monetaria e sul sistema monetario internazionale. Allo stesso tempo, le banche centrali stanno esplorando le valute digitali per preservare la sovranità monetaria e adeguarsi all’evoluzione dei sistemi di pagamento.
Macroeconomia · 23 set 2026
La grande corsa per le risorse
In un mondo frammentato, le nazioni competono per la sovranità sulle risorse, mentre l’IA, la sicurezza energetica e i mercati emergenti ridisegnano il contesto macroeconomico e le prospettive d’investimento.
Macroeconomia · 23 set 2026
Dall’indipendenza monetaria alla dominanza fiscale?
Esplorare come l’espansione del debito pubblico stia mettendo alla prova l’indipendenza delle banche centrali, e cosa possono significare per i mercati i crescenti rischi di dominanza fiscale.
Macroeconomia · 25 set 2026
Indipendenza energetica e accesso alle commodity nell’era dell’elettrificazione
L'indipendenza energetica e l'accesso sicuro alle commodity sono diventati centrali nella politica economica degli anni 2020, in un contesto caratterizzato dall'incertezza geopolitica, dalla volatilità dei mercati e dalla transizione climatica globale.
Macroeconomia · 17 ott 2026
La promessa dell’IA per la produttività
L'intelligenza artificiale (IA) è sempre più integrata nella vita quotidiana. Come nelle precedenti ondate di innovazione tecnologica, il suo rapido sviluppo solleva importanti interrogativi per il suo impatto economico in generale.
*Topographies of Fragility
Presentazione della serie
La serie Topographies of Fragility nasce da una ricerca, portata avanti per tutta la vita, di luoghi nella natura capaci di offrire spazi di contemplazione, silenzio e radicamento emotivo, paesaggi che sembrano incontaminati dalla natura umana. Con il passare degli anni, tuttavia, ho acquisito una consapevolezza sempre maggiore della fragile tensione tra la loro apparente permanenza e la loro vulnerabilità di fondo.
Mentre lavoravo nel mio studio, nel tentativo di fare spazio, ho iniziato ad accartocciare alcune stampe scartate proprio dei paesaggi che avevo fotografato. Quello che era iniziato come un gesto inconsapevole ha gradualmente finito per riflettere il modo con cui spesso ci relazioniamo con la natura stessa, come qualcosa da usare, consumare e gettare via.
Poiché le fotografie sono stampate su carta ricavata dagli alberi, la stampa manipolata incarna una relazione diretta tra materiale, immagine e ambiente. Trasformando fisicamente la fotografia, trasformo metaforicamente il paesaggio stesso, invitando a riflettere sulle tracce che le nostre azioni lasciano dietro di sé. Mentre plasmiamo la natura, essa, a sua volta, plasma noi.
Fotografia
Ingrid Weyland è una artista argentina il cui lavoro, attraverso la fotografia e l’intervento materiale, esplora il fragile rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale.
Nata in una famiglia di scultori e architetti, ha sviluppato fin da giovane una particolare sensibilità per la forma, lo spazio e la materia, influenze che continuano ancora oggi a caratterizzare la sua pratica artistica. Il suo lavoro prende avvio da incontri immersivi in paesaggi remoti, che diventano opere fotografiche successivamente trasformate attraverso interventi fisici per riflettere sulla fragilità ambientale, sulla memoria e sulle tracce durature dell'azione umana.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e sono state riconosciute attraverso premi, mostre e pubblicazioni, tra cui il Saatchi Art for Change Prize (vincitrice per le Americhe), l’Ashurst Emerging Artist Photography Prize, l’Aesthetica Art Prize,una candidatura al Prix Pictet e la selezione tra i finalisti degli Hasselblad Masters 2026.