Weekly house view | Da uno scenario estremo alla realtà
La settimana in rassegna
Dopo sette giorni di guerra in Iran, lo scenario estremo di una chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz è divenuto realtà. La scorsa settimana, solo pochissime navi sono riuscite a passare attraverso questo punto abituale di transito per circa il 20% del petrolio greggio globale e il 4,5% del commercio mondiale. Il prezzo del greggio Brent è salito del 28% rispetto alla settimana precedente, il maggiore aumento degli ultimi 5 anni, mentre il prezzo della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più alto da settembre 2024. I capi religiosi iraniani hanno scelto Mojtaba Khamenei, figlio della guida suprema uccisa, come successore del padre, segnalando che Teheran probabilmente manterrà una posizione intransigente nei confronti degli Stati Uniti. Il presidente Trump ha chiesto una resa incondizionata. Per risolvere il conflitto serve che entrambe le parti abbiano la volontà di ridurre l'escalation.
L’economia statunitense è resiliente e in buona salute, come è emerso dall’ultimo rapporto «Beige Book» della Federal Reserve. Questo quadro è stato rafforzato dagli ultimi rapporti ISM sulle attività dei servizi e manifatturiera, che indicano una espansione. La crescita degli occupati non agricoli è diventata negativa a febbraio, segnando il terzo mese di perdita di posti di lavoro da cinque mesi, anche se la crescita dell’occupazione nel settore privato (al netto degli scioperi) rimane sostenuta da inizio anno.
Lo S&P 5001, che ha registrato una crescita dei ricavi del 9,1% nel 4° trimestre e dell’utile per azione (EPS) del 14,1% anno su anno, è sceso del 2% (in USD) la scorsa settimana.
In Cina, il governo ha annunciato un obiettivo di crescita annuale del 4,5%-5,0%, il più basso dal 1991.
Citazione della settimana
Il premier cinese Li Qiang ha dichiarato che Pechino vuole «riportare il livello generale dei prezzi in territorio positivo e generare un ragionevole e moderato rimbalzo dei prezzi al consumo al fine di favorire un ciclo virtuoso nell'economia».
Dati chiave
L’economia statunitense ha inaspettatamente perso posti di lavoro a febbraio e il tasso di disoccupazione è aumentato al 4,4% rispetto al 4,3% di gennaio. Il numero degli occupati non agricoli è diminuito di 92 mila unità, dopo l’aumento (rivisto al ribasso) di 126 mila unità a gennaio. Il settore manifatturiero statunitense si è espanso a febbraio, ma i prezzi degli input sono aumentati al ritmo più rapido dal 2022.
Nell’eurozona si è assistito ad una imprevista accelerazione dell’inflazione, con un aumento dei prezzi al consumo dell’1,9% anno su anno a febbraio, rispetto al +1,7% a gennaio. L’inflazione di fondo - che non tiene conto di componenti volatili come i prodotti alimentari e i costi dell'energia - è salita al 2,4%.