La competizione tra i paesi per attrarre il talento globale

Dai cercatori di sole ai cercatori di talenti

Una mobilità globale di successo richiede oggi un chiaro impegno a contribuire all’economia locale. Ciò è dovuto al fatto che molti paesi si stanno allontanando dagli incentivi generalizzati e si concentrano invece sull’attrazione di professionisti qualificati e innovatori. Di conseguenza, una due diligence approfondita e una genuina integrazione nelle comunità locali sono diventate più importanti che mai.

La mobilità globale come imperativo strategico

In un’era caratterizzata da crescente volatilità, la mobilità globale è diventata una considerazione cruciale per i titolari di patrimoni particolarmente elevati (UHNWI). Non più motivati soltanto dal miglioramento dello stile di vita, gli UHNWI cercano giuridisdizioni che offrano solide protezioni legali, sicurezza personale e una elevata qualità della vita. 

Allo stesso tempo, i paesi stanno innalzando i requisiti di ammissibilità e rivedendo le proprie politiche per attrarre non solo capitale ma anche ingegno umano. Per le famiglie UHNW e i loro consulenti, questo cambiamento sta rendendo più complesso il panorama per la diversificazione del loro patrimonio in altri paesi. 

Il talento come motore di crescita

Per molti paesi, l’esigenza di favorire la mobilità internazionale non è mai stata così pressante. In Europa, la riduzione della forza lavoro e una popolazione di pensionati in continuo aumento stanno accentuando i rapporti di dipendenza e aggiungendo 2021 pressione sulle finanze pubbliche. Senza un afflusso di migranti qualificati in età lavorativa, i paesi rischiano una crescita più lenta, tassazione più elevata e servizi pubblici sotto pressione. In questo contesto, attirare talenti non è solo desiderabile, è essenziale per il dinamismo economico e la sostenibilità.

Di conseguenza, i paesi sono impegnati in una accesa competizione per attirare le menti più brillanti al mondo - ricercatori nel campo dell'IA, ingegneri, fondatori di imprese e scienziati. Tra gli incentivi principali figurano regimi fiscali favorevoli, solide protezioni legali e programmi attrattivi di residenza o cittadinanza. Come risultato, l’Europa ha registrato un aumento del 4% della popolazione UHNWI dal 2023.

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Il giro di volta del Portogallo verso la creazione di posti di lavoro

Il Portogallo è una delle storie di successo in materia di mobilità più visibili in Europa. La sua combinazione di qualità della vita, sicurezza e trattamento fiscale ha attirato decinedi migliaia di nuovi residenti. Il successo ha però portato anche attriti. L’accessibilità dei prezzi delle abitazioni a Lisbona e Porto è diventata una linea di frattura politica, e l’immagine dei visti legati al mercato immobiliare ha sollevato domande scomode su chi trae vantaggio dai regimi di mobilità. In Svizzera, un afflusso di immigrati ha innescato un referendum volto a stabilire nuove restrizioni che metterebbero un tetto alla popolazione totale del paese a 10 milioni di abitanti. 

Il recente cambio di politica del Portogallo ridefinisce le sue ambizioni. L’enfasi è ora meno sugli incentivi generali legati allo stile di vita e più sull’attrazione mirata di individui professionalmente attivi. In termini pratici, ciò significa ricercatori, innovatori, fondatori di imprese e dipendenti qualificati la cui presenza può essere collegata alla produttività, alla creazione di posti di lavoro e all’integrazione nell’economia reale. Parallelamente, il Portogallo ha rimosso il settore immobiliare dai percorsi qualificanti per il suo programma Golden Visa. Questo allontanamento dalla migrazione guidata dalla proprietà immobiliare verso il talento è considerato un approccio più accettabile all’innovazione. 

Il messaggio non è che i pensionati o gli investitori passivi siano indesiderati. Piuttosto, il caso politico ed economico per la mobilità si basa ora sulla creazione di nuove imprese e posti di lavoro, non semplicemente sulla presenza.

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L’UE privilegia la sostanza rispetto allo status

Dal punto di vista normativo, l’Unione Europea sta tracciando una distinzione netta: l’accesso ai diritti e alle libertà dell'UE non dovrebbe essere in vendita. Bruxelles si oppone ai programmi di cittadinanza e residenza per investimento privi di effettiva sostanza economica. L'UE è meno preoccupata dai programmi legati a lavoro reale, ricerca e attività imprenditoriale. Per i responsabili politici nazionali, tenere conto di questo  approccio è una necessità sia politica che geopolitica. 

Altri esempi includono la Spagna, che ha messo fine al proprio Golden Visa in risposta alle preoccupazioni sui costi abitativi e sull’impatto più ampio degli investimenti passivi. L’Italia ha aggiornato il proprio regime riservato alle persone facoltose che trasferiscono la residenza fiscale nel paese, per rafforzare il legame tra incentivi e reale contributo economico. Inoltre, i Paesi Bassi hanno ricalibrato i propri incentivi per espatriati per concentrarsi sui professionisti con mobilità internazionale, bilanciando l’attrazione con le preoccupazioni interne. 

Il futuro appartiene agli innovatori

La conclusione è chiara: il panorama della mobilità globale si sta spostando dagli incentivi generalizzati all’attrazione mirata di individui qualificati ed economicamente attivi. I programmi un tempo pensati per attirare i cosiddetti «cercatori di sole» e gli investitori passivi vengono ricalibrati per favorire le persone la cui presenza può essere direttamente collegata alla creazione di posti di lavoro, all’innovazione e all’integrazione nell’economia del paese ospitante. 

Per gli UHNWI questo significa che il livello dei requisiti di ammissibilità si sta alzando. La due diligence è più rigorosa e dimostrare un reale contributo economico è fondamentale. La stabilità delle politiche, i percorsi di integrazione e la credibilità dei regimi di incentivazione sono ora importanti quanto i benefici fiscali. Le famiglie devono essere pronte a impegnarsi in modo significativo con le loro nuove comunità, contribuendo non solo con capitale, ma anche con competenze e leadership.

Conclusioni

In un mondo più incerto, la capacità di trasferirsi - e di farlo in modo strategico - conferisce un vantaggio decisivo. Per gli UHNWI, una ricollocazione di successo non è una questione di fortuna, ma di pianificazione attenta, guida esperta e disponibilità ad adattarsi. Il supporto di consulenti di fiducia — family office e specialisti esterni — rimane indispensabile. Anticipando le sfide e abbracciando un approccio olistico, le famiglie possono tutelare non solo il proprio patrimonio, ma anche la propria eredità e la serenità in un mondo in continuo cambiamento.

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