Obiettivo professionalizzazione: come cambia l’attività filantropica grazie ai family office
Sintesi
Via via che il patrimonio di famiglia viene tramandato alle nuove generazioni, l’attività filantropica diventa parte integrante della struttura del family office, dando vita a un approccio più strategico e professionale alla beneficenza. Tale cambiamento comporta delle sfide, soprattutto nella formazione di un consenso tra le varie generazioni, ognuna delle quali ha le sue priorità e i propri valori. I family office tendono sempre più a formalizzare le finalità filantropiche perseguite e a richiedere una consulenza specialistica per destreggiarsi tra le complesse strategie di investimento a impatto. Il risultato è una nuova definizione del concetto di eredità in cui valori e finalità vengono tramandati insieme al capitale finanziario.
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Integrazione dell’attività filantropica nei family officeI family office integrano l’attività filantropica nel loro core business, andando al di là degli investimenti tradizionali e della classica pianificazione successoria.
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Consenso e continuità tra generazioniStrumenti formali come convenzioni e patti di famiglia contribuiscono a far convergere i vari punti di vista e a garantire che i valori siano tramandati nel tempo.
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La consulenza specialistica facilita l’impattoSempre più spesso i consulenti professionali vengono scritturati per aiutare le famiglie a strutturare, gestire e valutare le loro attività filantropiche.
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Ripensare il concetto di eredità in base alla finalità da perseguireOrmai il patrimonio non è più considerato solo una risorsa da tutelare, ma uno strumento per fornire un contributo alla società e all’ambiente.
Famiy offices e filantropia
I family office, che una volta si concentravano quasi esclusivamente su investimenti e pianificazione successoria, diventano sempre più erogatori di capitale filantropico. Secondo le stime di Pictet, oggi in tutto il mondo ne esistono 17 000 che controllano asset per oltre 10 000 miliardi di dollari e quasi il 75% è al servizio delle aspirazioni delle famiglie in materia di beneficenza e investimento a impatto. Questa trasformazione strutturale sta cambiando non solo le modalità di gestione del patrimonio, ma anche la definizione stessa di eredità.
Fonte: Pictet, 2025
Trasferimento di grandi patrimoni
Tali dinamiche sono intensificate da un profondo cambiamento nella titolarità della ricchezza, detto anche trasferimento di grandi patrimoni che, stando alle previsioni, entro il 2045 raggiungerà un valore stimato di 70 000 miliardi di dollari, 18 000 dei quali, da qui al 2048, saranno impiegati per sostenere cause benefiche, come pronostica uno studio di Cerulli Associates.
La ragione di tale fenomeno è soprattutto il desiderio delle nuove generazioni di investire in una maniera che rispecchi i valori in cui credono, afferma Christoph Courth, Global Head of Philanthropy Services di Pictet Wealth Management.
Infatti, oggi i giovani titolari di grandi patrimoni scelgono vari modi di esercitare un impatto sulla società, anche al di là della filantropia, compresi aziende di famiglia e investimenti.
«A ereditare questa ricchezza sarà una generazione profondamente consapevole delle sfide mondiali da raccogliere e dei limiti dei metodi tradizionali utilizzati per affrontare le questioni sociali», aggiunge. «Infatti, oggi i giovani titolari di grandi patrimoni scelgono vari modi di esercitare un impatto sulla società, anche al di là della filantropia, compresi aziende di famiglia e investimenti.»
In tale contesto, le famiglie fanno sempre più affidamento sui family office per gestire le loro aspirazioni in materia di investimento a impatto, puntando su un migliore coordinamento e una maggiore professionalizzazione.
Fonte: Pictet, 2025
Pianificazione incisiva
Una pianificazione incisiva riflette la tendenza dei family office di tutto il mondo verso una filantropia intelligente. Uno studio indica che l’86% dei family office della regione Asia-Pacifico avvia iniziative filantropiche, così come il 76% dei nordamericani e il 67% degli europei.
Questi progetti che in passato erano gestiti separatamente dagli investimenti, spesso attraverso fondazioni o donazioni informali a scopo benefico, oggi sono raggruppati in un’unica struttura. BNY Mellon segnala che ora quasi il 75% svolge insieme attività filantropiche e ad impatto, a riprova del desiderio di applicare all’impegno sociale la stessa professionalità manifestata nella ricerca di rendimenti finanziari.
È importante chiedere indicazioni a tutti i componenti della famiglia, facilitando il dialogo in modo che ognuno faccia sentire la propria voce sulla base di obiettivi comuni pattuiti.
I vantaggi per le famiglie sono chiari: coordinamento, coerenza e successione. Integrando le iniziative filantropiche nel family office, i valori e la strategia sono codificati. Ciò non solo garantisce continuità da una generazione all’altra, ma permette anche ai giovani di acquisire esperienza pratica nell’analisi, nella reportistica e nel processo decisionale, competenze che li preparano a salvaguardare il patrimonio familiare considerato nel suo complesso.
Redigere un rapporto di due diligence e sull’impatto delle donazioni effettuate per sostenere particolari cause può essere un utile banco di prova per un erede della prossima generazione impaziente di dimostrare il suo senso degli affari.
Fonte: CAF & Wealth-X, 2024
*I risultati ottenuti da Pictet Wealth Management tracciano però un quadro diverso, da cui emerge che i giovani titolari di ingenti patrimoni effettuano sempre più donazioni a favore di particolari cause, tra cui quelle legate all’emergere di rischi geopolitici, ad esempio il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la disinformazione e l’IA.
Formazione di un consenso intergenerazionale
La professionalizzazione non sempre è un percorso facile. L’esperienza di PFC, il family office fondato nel 2016 per gestire il patrimonio di un ramo della famiglia Marzotto, titolare della famosa azienda tessile, dimostra la difficoltà di far convergere diversi punti di vista. Nel 2018 gli è stato conferito il nuovo mandato di assegnare la priorità all’impatto sociale e ambientale, focalizzandosi su questioni come la disuguaglianza sociale e l’emergenza climatica.
Creare un consenso si è rivelato fondamentale. «La famiglia ha ribaltato la situazione, collocando in cima alla lista gli obiettivi in materia di impatto», afferma Urszula Swierczynska, Impact & Philanthropy Director di PFC. È stata stilata una convenzione per codificare i valori comuni, ponendo le premesse della continuità fra tre generazioni. Ciò rispecchia un trend più ampio in cui le famiglie sviluppano un piano di investimento a impatto per la formalizzazione degli obiettivi e l’allineamento delle attività.
Chi crea uno spazio protetto in cui regna un clima di fiducia riesce a comunicare molto meglio e a spingere gli altri ad aprirsi a maggiori sfide e a una più intensa collaborazione.
Molte redigono un patto di famiglia che istituzionalizzi i principi filantropici, assicurandosi così che siano tramandati insieme al capitale finanziario. Tale fenomeno trova conferma in una ricerca dell’IMD. Le famiglie di imprenditori che si dedicano subito all’educazione filantropica – incoraggiando i figli a impegnarsi in specifiche cause e nella governance – hanno maggiori probabilità di preservare nel tempo i propri valori.
L’attività filantropica offre inoltre alle famiglie una piattaforma di dialogo. «Chi crea uno spazio protetto in cui regna un clima di fiducia riesce a comunicare molto meglio e a spingere gli altri ad aprirsi a maggiori sfide e a una più intensa collaborazione», afferma Marie-Louise Gourlay, Global Director of Forward Global, rete di investimenti filantropici che comprende 22 Paesi.
I componenti più giovani della famiglia si mostrano particolarmente propensi a partecipare. Sono pochi quelli che preferiscono avere portafogli di attività filantropiche e d’investimento distinti e separati ispirati a valori completamente diversi. I family office hanno tutte le carte in regola per promuovere questo dialogo, attraverso l’organizzazione di seminari mirati o riunioni di famiglia strutturate.
Fonte: Bank of America, 2024
Consulenza specialistica sempre più richiesta
Nonostante la loro crescente importanza, molti dei family office che amministrano il patrimonio di famiglia provengono dal settore bancario, legale o della gestione aziendale e non da quello filantropico. Come fa notare Courth, spesso necessitano di supporto per districarsi tra le complessità della strutturazione e della quantificazione dell’impatto.
«È importante chiedere indicazioni a tutti i componenti della famiglia, facilitando il dialogo in modo che ognuno faccia sentire la propria voce sulla base di obiettivi comuni pattuiti. Si può stabilire la finalità da conseguire e definire il modo di realizzarla», afferma. Consulenti come quelli del team dedicato di Pictet sono sempre più ricercati perché dispongono delle competenze necessarie a definire i modelli di governance, raccomandare gli strumenti adatti e assistere le famiglie nella valutazione dei partner e nella misurazione dei risultati.
Fonte: Pictet, 2025
Consulenti, come il team filantropico di Pictet, sono sempre più ricercati per fornire tale competenza: progettare strutture di governance, raccomandare strumenti e aiutare le famiglie a valutare i partner e misurare i risultati.
Man mano che i family office integrano l’attività filantropica nel proprio core business, cambia anche la definizione di eredità. Per molte famiglie il patrimonio non è più solo una risorsa da tutelare, ma uno strumento per conseguire una finalità in grado di durare nel tempo. La professionalizzazione della filantropia all’interno del family office garantisce che i valori, nonché i beni, vengano tramandati per generazioni. È un’eredità che non si misura soltanto in termini di capitale, ma anche di contributo fornito.