Weekly house view | Hormuz, aperto o chiuso?
La settimana in rassegna
Il ritorno dei combattimenti tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo il prezzo del petrolio. Il presidente statunitense Donald Trump insiste nel dire che lo Stretto di Hormuz è aperto; esponenti iraniani sostengono invece che è chiuso.
L’inflazione statunitense è balzata ai massimi degli ultimi anni per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia legato alla guerra con l’Iran. Walmart ha annunciato che taglierà i prezzi dei generi alimentari e Trump ha invitato le imprese concorrenti a fare lo stesso in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.
Il presidente della Federal reserve statunitense Kevin Warsh avrà una audizione questa settimana davanti al Congresso. Warsh ha recentemente nominato diversi esperti di spicco in cinque task force incaricate di modernizzare la Fed.
In Europa, una corte d’appello francese ha confermato la condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi UE, riducendone però la pena e dando alla leader di estrema destra la possibilità di candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027.
In Giappone, i titoli di Stato hanno registrato un rally dopo che la ministra delle finanze Satsuki Katayama ha invitato i fondi pensione giapponesi ad aumentare la loro esposizione verso gli asset domestici. Katayana ha menzionato in particolare il Government Pension Investment Fund, che detiene attualmente una quota consistente del suo portafoglio da USD 1800 miliardi nei mercati esteri. Il governo giapponese ha bisogno di assicurare la fiducia del mercato continuando a ridurre il rapporto debito/PIL del paese.
Citazione della settimana
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto a Trump che non si sarebbe recato a Mosca perché «È pericoloso. Ci sono molti droni ucraini».
Dati chiave
SK Hynix ha raccolto USD 26,5 miliardi nella più grande offerta pubblica iniziale mai realizzata da una società straniera.
Il più recente sondaggio dell’Institute for Supply Management ha mostrato che il settore dei servizi statunitensi continua ad espandersi, seppure a ritmo leggermente più lento. Le imprese hanno segnalato un allentamento delle pressioni sui prezzi e un modesto miglioramento dell’occupazione.
Questa settimana, il governo statunitense pubblicherà i dati di giugno relativi all’indice dei prezzi al consumo (CPI), all’indice dei prezzi alla produzione (PPI) e alle vendite al dettaglio. Questi tre indicatori alimenteranno le discussioni in vista della riunione di luglio del Federal Open Market Committe (FOMC), l’organo che fissa i tassi d’interesse statunitensi.