Ridefinire la bellezza puntando su scopo, sostenibilità e rigenerazione
Un’eredità che affonda le radici nei valori
Davide ha iniziato il suo percorso ispirandosi ai valori che gli sono stati tacitamente trasmessi dalla famiglia: «I miei genitori hanno sempre creduto in valori come l’umiltà, la tutela, la compassione e la perseveranza. Tutte doti che loro possiedono. Non me ne hanno mai parlato, ma mi piace pensare che mi sia bastato osservarli per imparare a nutrirmene.» Davide non ha semplicemente raccolto questa eredità, ma l’ha ripensata, creando qualcosa di nuovo nel solco della tradizione. Per riprendere le sue parole, si tratta di ‘guidare con l’esempio’, un principio che ha assorbito in casa per poi applicarlo all’attività avviata dai genitori.
Ha inoltre ‘abbracciato il destino’ dell’azienda di famiglia in maniera estremamente consapevole. Mentre studiava, vedendo i genitori così indaffarati e realizzati, ha deciso di strutturare il proprio iter in modo da poter raccogliere il testimone – «senza sostituirsi a loro, ma costruendo qualcosa di nuovo in azienda.» Ritiene che, se i genitori avessero scelto un altro mestiere, avrebbe comunque seguito le loro orme, mettendosi al servizio del bene comune.
La sostenibilità come strategia, non come slogan
Molto prima che la ‘sostenibilità’ andasse di moda, il Gruppo Davines era stato tra i primi a adottare un approccio orientato agli stakeholder. «L’idea di sposare la causa della sostenibilità fin da subito, quando ancora non era sulla bocca di tutti, è probabilmente legata alle mie origini. Grazie ai nonni contadini, ho … sviluppato una forte biofilia che sento nel profondo.»
Che cosa significa creare un’azienda nel segno della bellezza? Non si tratta solo di prodotti o utili, ma anche di eredità, tutela e impegno incessante a mettere l’attività al servizio del bene comune.
Davide, che di formazione è chimico, ricorda l’emozione che provava all’inizio nell’aggiungere alle formule nuove molecole sintetiche e polimeri. Decenni dopo, a suscitare il suo entusiasmo è il procedimento contrario: eliminare, cioè, i derivati problematici preservando, o addirittura migliorando, il risultato con ingredienti di origine naturale. È stato uno dei punti di svolta nella formulazione dei prodotti e nell’approccio all’innovazione.
Il Gruppo Davines è stato tra i primi marchi di cosmetica a ottenere la certificazione B Corp, che ha contribuito a lanciare la ‘B-Corp Beauty Coalition’ di cui fanno parte oltre 50 aziende impegnate a promuovere un cambiamento sistemico. «Il nostro è un approccio orientato non più all’azionista, ma allo stakeholder.» La certificazione non è un’etichetta che viene concessa una volta per tutte, ma un processo impegnativo: ogni tre anni Davines deve ottenerla di nuovo e migliorare il punteggio nei quattro ambiti principali in cui mira ad avere un impatto positivo: decarbonizzazione, circolarità, tutela della biodiversità e gestione responsabile dell’acqua. «È la spinta a superarsi di continuo», osserva Davide che descrive B Corp come un campo di addestramento capace di rendere l’attività più forte e resiliente.
La nuova frontiera della rigenerazione
Per il Gruppo Davines non basta essere sostenibile. L’azienda sta ponendo le premesse di un modello di sviluppo rigenerativo che consiste nel ripristinare attivamente gli ecosistemi, innovare con il ricorso a ingredienti di origine naturale e investire in progetti in grado di restituire piuttosto che di prendere. «Negli ultimi quattro anni in Paesi come Thailandia, Indonesia, Filippine e Brasile abbiamo sostenuto la raccolta di oltre 3500 tonnellate di plastica sulle spiagge e negli oceani, a fronte di un obiettivo di 5000 da raggiungere entro il 2030.»
Giacché gli imballaggi non possono scomparire dall’oggi al domani, il Gruppo Davines si è prefissato un traguardo chiaro: sostenere la raccolta dall’ambiente di una quantità di plastica equivalente a quella immessa sul mercato attraverso i suoi prodotti. Ecco l’esempio pratico addotto da Davide di quella che definisce ‘la prossima fase del percorso di sostenibilità’: la rigenerazione volta a creare un impatto positivo netto.
Per estendere questo approccio anche ad altri settori al di là della cosmetica, Davide ha contribuito a fondare, con altri imprenditori, la Regenerative Society Foundation. Insieme hanno messo a punto un quadro di riferimento multidimensionale per valutare l’‘indice di rigenerazione’ di determinati progetti che prende in considerazione non solo i risultati finanziari, ma anche la riqualificazione ambientale e sociale.
La centralità dello scopo
La filosofia del Gruppo Davines è evidente dappertutto nelle sue sedi: «Fare del nostro meglio per il mondo, assicurare il benessere di tutti gli stakeholder puntando su bellezza, etica e sostenibilità.» Quale consiglio Davide si sente di dare alla prossima generazione di dirigenti?
«Pensare all’ecosistema e salvaguardare la propria azienda... Se si vuole che sia longeva, l’essenziale è avere uno scopo chiaro e non perderlo mai di vista. Per noi l’aspetto più importante è il perché.»
In prospettiva futura, Davide intende conseguire tale obiettivo attraverso un nuovo modello di governance: la Davines Foundation sarà proprietaria di una parte dell’azienda, insieme all’attività operativa di B Corp e a un family office focalizzato sugli investimenti a impatto. La finalità da perseguire è la coerenza tra utile, impatto positivo e filantropia, nel rispetto degli stessi valori di rigenerazione.
Tenendo ben a mente lo scopo da raggiungere quando si prende qualsiasi decisione e mettendo il capitale societario al servizio del bene comune, cambiamento positivo e successo aziendale possono andare di pari passo.
Un modello per il futuro
Il Gruppo Davines è la prova che cambiamento positivo e successo aziendale possono andare di pari passo. Tenendo ben a mente lo scopo da raggiungere quando si prende qualsiasi decisione e mettendo il capitale societario al servizio del bene comune, Davide Bollati e il suo team ridefiniscono la funzione del dirigente nel settore della cosmetica – e non solo.