Un’evoluzione strutturale nella salvaguardia del capitale
La gestione patrimoniale globale sta attraversando un profondo cambiamento. Le donne stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella creazione di ricchezza, nella proprietà e nelle decisioni relative al capitale. In tutte le classi di attività e le strutture di investimento, non si limitano più a partecipare ai sistemi finanziari, ma contribuiscono a plasmarli.
Investimento come scelta deliberata
Un tratto caratteristico di questa evoluzione è l’approccio al capitale che in genere porta le donne ad avvicinarsi all’asset allocation in maniera misurata sulla base di un giudizio di merito. Spesso le decisioni vengono prese alla luce di una due diligence attenta e di fondamentali a lungo termine piuttosto che sull’onda della dinamica di mercato o di trend di breve periodo. È un metodo rigoroso che tende a dare la priorità alla resilienza e all’allineamento anziché al risultato immediato e produce portafogli studiati per resistere nel tempo e non perrincorrere la performance.
Anche la curiosità svolge un ruolo di cruciale importanza. Di solito le
donne che investono presentano un elevato grado di coinvolgimento nei propri portafogli, non solo riguardo ai risultati, ma anche al modo in cui vengono conseguiti. Spesso desiderano quindi capire la struttura del capitale, indagare il sistema di gestione del rischio e rimettere in discussione le ipotesi formulate. Ne emerge uno stile d’investimento attivo e acuto che affonda le radici in profonde convinzioni.
Governance sotto stretto controllo
Chi adotta questa mentalità rivela sistematicamente la tendenza a porre l’accento soprattutto sulla governance. Per molte donne che gestiscono un patrimonio — nei family office, nelle aziende private o nei comitati istituzionali — temi quali composizione del CDA, norme di revisione, identità di vedute della direzione e trasparenza delle decisioni non sono secondari, bensì fondamentali ai fini del processo d’investimento. Non è solo una questione di prudenza, ma è una filosofia di fondo secondo cui una governance solida è indice di qualità, continuità e responsabilità aziendale ed è considerata sempre più un parametro predittivo del valore e non una funzione del back-office.
Gestione consapevole
Oltre all’analisi rigorosa e a una supervisione organica, esiste un altro tratto distintivo della gestione del capitale da parte delle donne: l’empatia. È una dote che consente di capire meglio le dinamiche degli stakeholder, il contesto culturale e l’impatto a lungo termine, aspetti oggi di particolare rilievo nelle strutture patrimoniali interconnesse a cavallo di più generazioni.
Per quanto riguarda il capitale privato, l’empatia spesso è l’anello di
congiunzione tra la visione e l’eredità, e permette di destreggiarsi tra le complessità senza rinunciare al rigore. Se utilizzata con giudizio, invece di indebolire il processo decisionale, lo migliora, radicando le scelte finali nel contesto, nella continuità e nella finalità perseguita.
Dalla rappresentanza alla direzione
Tale concorso di fattori, ossia enfasi sulla governance, lungimiranza, curiosità intellettuale e leadership empatica, sta lentamente cambiando il modo di impiegare e salvaguardare il capitale. Le donne non chiedono di poter partecipare ai dibattiti sul patrimonio, sono loro a stabilire le regole di ingaggio. Molte si aspettano la stessa profondità, discrezione e precisione di analisi che richiedono gli investitori istituzionali. Chi pensa che necessitino di prodotti più semplici o di una gamma dedicata non afferra il concetto. L’offerta non deve essere differenziata, ma più articolata, occorrono soluzioni capaci di resistere a un esame attento, premiare le idee chiare e durare nel tempo.
Cambiamento graduale del settore
Man mano che aumenta la presenza femminile nei ruoli apicali della gestione patrimoniale, si chiariscono le implicazioni per l’intero settore. La natura del coinvolgimento dei clienti sta cambiando e si pone maggiore enfasi sulla sostanza che sulla segmentazione. Le strutture di governance si stanno adattando e documentazione, responsabilità e monitoraggio inclusivo diventano prioritari. Benché sia tuttora forte, l’interesse per il capitale privato e gli investimenti sostenibili dipende più dalla trasparenza e dall’allineamento e meno dalla tematica.
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