Il nostro impatto sul clima come investitori

Indipendentemente dalle nostre azioni per ridurre l’impatto ambientale della nostra operatività e dei nostri investimenti proprietari, sappiamo che i maggiori impatti sono ottenibili con il modo con cui gestiamo attivamente i patrimoni dei nostri clienti e gli impegni a tale riguardo.

Le nostre azioni e impegni

Il mondo sta decidendo relativamente all’ambizione comune di limitare il riscaldamento a 1,5°C da qui al 2050, al fine di mitigare gli effetti peggiori del cambiamento climatico. In questo contesto, Pictet si è allineata ad una filosofia d’investimento condivisa riguardo al tema del clima e ha sviluppato una serie di convinzioni d’investimento azionabili sul clima - sostenute da una approfondita ricerca e dopo mesi di iterazioni tra i team d’investimento. Il risultato di questo lavoro è duplice.

Primo

Crediamo che il cambiamento climatico influisca significativamente sul prezzo degli asset. Nello spirito di perseguire una leadership negli investimenti, puntiamo a comprendere questi effetti per ottenere performance migliori.

Secondo

Riteniamo che come parte della comunità degli asset manager/dei titolari dei patrimoni, le nostre attività d’investimento influiscano sull’esito del cambiamento climatico. Abbiamo pertanto la responsabilità di comprendere come promuovere l’impatto positivo e mitigare quello negativo.

Net Zero Initiative and SBTi Business Ambition

Una parte naturale di questo percorso è stata l’adesione alla Net Zero Asset Managers Initiative e alla complementare SBTi Business Ambition 1,5°C al fine di assicurare nel corso del 2022 la fissazione di obiettivi 2030 basati su evidenze scientifiche e verificati.

Trasparenza e indipendenza

Come gruppo bancario privato, abbiamo la forza dell’indipendenza e un modello di governance che ci vincola alla responsabilità per le generazioni successive. Anche se questa struttura peculiare non richiede lo stesso livello di comunicazione delle società quotate in borsa, siamo impegnati in modo particolare alla trasparenza per quanto riguarda il clima e gli altri fattori ambientali. La trasparenza avrà un ruolo essenziale nel risolvere la sfida ambientale. Come investitori, dipendiamo dalla trasparenza degli emittenti in cui investiamo. La comunicazione degli aspetti ambientali e sociali di importanza rilevante ci aiuta a prendere migliori decisioni di allocazione del capitale, e in ultima analisi di contribuire alla transizione energetica.

Task Force for Climate Related Financial Disclosures (TCFD)

Questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo appoggiato la Task Force for Climate Related Financial Disclosures (TCFD). Utilizziamo questa iniziativa per rafforzare la nostra governance, la nostra strategia e la gestione del rischio, per misurare i rischi collegati al clima e per valutare le opportunità negli investimenti green. Incorporeremo progressivamente comunicazioni importanti allineate alle TCFD nel nostro reporting annuale.

Princìpi per l’investimento responsabile delle Nazioni Unite e dei Princìpi per una attività bancaria responsabile

In quanto firmatari dei Princìpi per l’investimento responsabile delle Nazioni Unite e dei Princìpi per una attività bancaria responsabile delle Nazioni Unite, continuiamo a guidare il cambiamento nell’ambito della comunità dei servizi finanziari e rafforzare la nostra politica sul tema del clima. In Svizzera supportiamo l’iniziativa CEO4Climate, che sollecita il governo svizzero ad una azione legislativa più incisiva per supportare il conseguimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. In altri paesi abbiamo firmato il Global Investor Statement on the Climate Crisis, che rimane la più forte richiesta da parte degli investitori nei confronti dei governi per aumentare le loro ambizioni climatiche e realizzare politiche significative a supporto dell’investimento in soluzioni per la crisi climatica.

Attribuiamo particolare importanza al rispetto di questi impegni. Il nostro attento monitoraggio delle azioni intraprese dalle imprese in cui investiamo ci rendono fiduciosi sulla possibilità del raggiungimento dell’obiettivo «net zero» per le emissioni di gas con effetto serra nette entro il 2050. Nella nostra qualità di gestori attivi, il nostro ruolo è comprendere come le imprese e i paesi effettuano la transizione, controllare la credibilità delle loro promesse e impegnarci con loro per guidare i progressi.

Interazioni con i clienti

Di seguito illustriamo quattro aspetti delle nostre interazioni con i clienti, e i patrimoni che gestiamo per loro conto evidenziano come affrontiamo concretamente i suddetti impegni.

Guidare il cambiamento positivo

Siamo sempre stati dell’idea  che facilitare la transizione verso l’economia verde rappresenti una grande opportunità d’investimento. In effetti, fin da molto prima che venisse firmato l’Accordo di Parigi, Pictet è stata pioniera negli investimenti sostenibili con una gamma di strategie specifiche che indirizzano il capitale verso le imprese che forniscono soluzioni per i problemi ambientali. Queste strategie hanno raccolto CHF 6,3 miliardi nel 2020 e raggiunto un totale di CHF 22 miliardi a fine 2020. Recentemente il Financial Times ha riconosciuto tre fondi d’investimento gestiti da Pictet come il primo o il secondo più grande a livello globale nelle categorie «sostenibile» e «clima».

Nel concreto, queste strategie consentono ai nostri clienti di investire in tecnologie, innovazioni e infrastrutture - come l’eolico, il solare e le soluzioni di efficienza energetica - che sono strumentali nell’accelerare la transizione verso una economia a basse emissioni di carbonio e nel mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C. Nel settore dell'acqua, dove siamo leader negli investimenti, le tecnologie e le società di gestione delle risorse in cui investiamo hanno una importanza cruciale per aumentare la resilienza e l'adeguamento delle nostre società al cambiamento climatico.

Nell’ambito della nostra Vision 2025, continueremo a sviluppare strategie d’investimento innovative che forniscono capitale alle imprese che hanno un impatto positivo sull’ambiente e la società. Siamo convinti che sia la cosa giusta da fare per le persone, il pianeta e i patrimoni dei nostri clienti.

Indurre la transizione

Nella nostra qualità di gestori attivi degli investimenti, il nostro ruolo nel contribuire a costruire una economia verde va oltre l’indirizzamento dei capitali verso la tecnologia ambientale. Esso implica anche provocare un cambiamento positivo nel comportamento aziendale, dove una transazione verso un contesto low carbon è possibile e deve essere accelerata. Ciò significa anche assicurare che i nostri sistemi naturali, economici e della società siano resilienti agli impatti del cambiamento climatico, se e quando essi si verificano.

Questo è il motivo per cui, in tutte le nostre attività d’investimento per i clienti  privati e  istituzionali, utilizziamo l’azionariato attivo, che comprende l’engagement e il voto nelle assemblee, con l’obiettivo di migliorare le performance ESG delle imprese in cui investiamo.

Continuiamo a incrementare il nostro engagement per ottenere il massimo impatto. Quando le imprese in cui investiamo non soddisfano le nostre aspettative nella gestione delle problematiche relative al clima, ci attiviamo direttamente o in collaborazione con altri investitori.

Utilizziamo i diritti di voto per supportare questi sforzi di engagement e, ove necessario, portiamo le nostre preoccupazioni all'attenzione dei rappresentanti del board, esprimiamo voto contrario alle proposte del management e/o supportiamo le delibere degli azionisti. A seconda della gravità del problema e della capacità o volontà degli emittenti di adottare gli standard di best practice di generale accettazione possiamo anche maturare la decisione di uscire dall’investimento.

Per alcune imprese, come i produttori di elettricità, la transizione low carbon è cruciale, se si pensa che la generazione di elettricità rappresenta circa il 25% delle emissioni di gas con effetto serra a livello globale. Come risultato, per i patrimoni che gestiamo attivamente, ci attendiamo che le imprese dell’energia soddisfino i seguenti standard minimi  al fine di rimanere target di allocazione attrattivi:

  • esse non possono fare nuovi investimenti nelle stazioni elettriche alimentate a carbone;
  • devono avere un programma di decarbonizzazione credibile;
  • questo programma deve essere compatibile con l’ambizione di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C.

Per quasi tutte le imprese dei mercati sviluppati in cui investiamo, tutto ciò è già una realtà, ma in ogni caso continuiamo a monitorare e controllare i loro progressi. Per le imprese basate nei mercati emergenti, che hanno un percorso più difficile verso la decarbonizzazione, operiamo in modo collaborativo con il loro management al fine di definire un cronoprogramma credibile per la transizione.

Considerata la dimensione di questa sfida, riteniamo che la comunità d’investimento possa essere più efficace se i suoi membri lavorano insieme per ottenere obiettivi comuni.  Come risultato, abbiamo supportato attivamente l’Institutional Investor Group on Climate Change dal 2013, e facciamo parte della Climate Action 100+, una iniziativa guidata dagli investitori per assicurare che i maggiori emittenti aziendali di gas con effetto serra al mondo intraprendano le azioni necessarie sul cambiamento climatico. Siamo anche membri della Farm Animal Investment Risk & Return (FAIRR) Initiative, che attua un engagement nei confronti delle società attive nell’allevamento di bestiame, in considerazione anche del loro pesante contributo alle emissioni di gas con effetto serra. Infine, supportiamo e lavoriamo con il Centre for Education and Research in Environmental Strategies (Ceres) per preparare un engagement collaborativo sull’argomento cruciale dell'acqua. Nel contesto della sfida climatica, l'acqua è un elemento critico di adattamento di fronte all’incombente cambiamento climatico.

Affrontare i rischi climatici

Affrontare il cambiamento climatico non è solo la cosa giusta da fare per il pianeta, ma anche una scelta prudente per l’investitore. Da molti anni integriamo i fattori ESG, di cui il clima è uno dei pilastri chiave, nei nostri processi d’investimento e di risk management. Oggi, il 75% degli asset che gestiamo attivamente per i clienti (privati e istituzionali) è detenuto in portafogli che integrano i fattori ESG. Intendiamo aumentare questa proporzione al 100% entro il 2025.

Stiamo continuamente ampliando la gamma delle classi di attività e degli indicatori che seguiamo per meglio valutare le minacce che il cambiamento climatico presenta ai nostri portafogli. Questo ci permette di migliorare il monitoraggio e il controllo del rischio, e ci consente di offrire ai clienti una maggiore trasparenza sull’influenza dei fattori ESG per i loro investimenti.

Esclusione di attività

Un altro modo per affrontare i rischi climatici ed ESG è l’esclusione di specifiche attività dai nostri portafogli. In linea di principio, non pensiamo che l’esclusione sia il modo di procedere preferibile in tutti i casi. Spesso l’engagement può portare a risultati migliori. L’esclusione delle attività che sono più dannose per la società e l’ambiente può comunque essere uno strumento utile quando la transizione non è possibile o quando queste attività sono incompatibili con i nostri valori fondamentali.

Nell’area del clima, escludiamo categoricamente da tutti i portafogli gestiti attivamente le imprese che generano una parte significativa dei loro ricavi dall’estrazione di carbone termico. Questo settore ha una limitata capacità di decarbonizzazione e corre un rischio elevato di divenire uno stranded asset. Abbiamo anche introdotto esclusioni per alcuni prodotti e imprese specifici.

Nel complesso riteniamo che la maggiore utilità dell'esclusione si abbia in congiunzione con gli sforzi di engagement non riusciti. Essa serve come motivazione per la partecipazione attiva e il miglioramento dagli altri emittenti. Una minaccia di esclusione credibile è cruciale per sforzi di engagement di successo.

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