L'ottimizzazione del suo avere di libero passaggio
| 08 maggio 2008 |
| L'ottimizzazione del suo avere di libero passaggio passa attraverso un'attenta scelta del gestore Proporzionalmente alla remunerazione del risparmio, la performance della gestione può avere un'importanza sempre più rilevante nel campo della previdenza professionale. |
Pascal KesslerResponsabile delle fondazioni Pictet di libero passaggio e del 3° pilastro A Private Banking - Ginevra |
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In considerazione dell'entità degli importi talvolta impegnati nella previdenza professionale, nonché dell'orizzonte temporale degli investimenti spesso a lungo termine, piccole differenze nella performance di gestione annuale media possono fare un'enorme differenza al momento del pensionamento. Per effetto della capitalizzazione composta, una performance aggiuntiva annuale di gestione dell'1,5% su un determinato avere si traduce ad esempio in un incremento della performance del 45% dopo 25 anni. Nel sistema svizzero dei tre pilastri, i beneficiari della previdenza non hanno alcun margine di manovra nella scelta del loro gestore, salvo nei casi della previdenza individuale (3A o 3B), o di alcune precise fattispecie della previdenza professionale (LPP o 2° pilastro). Dal canto loro e nel caso specifico della LPP, i dirigenti d'impresa a volte non attribuiscono sufficiente importanza alla selezione dei gestori delle casse pensioni, scelta da cui dipende alla fine il tenore di vita cui i beneficiari della previdenza avranno diritto al momento del loro pensionamento. Ma vi sono situazioni in cui i beneficiari possono anch'essi essere costretti a fare una scelta: quella di un istituto di libero passaggio. Ritrovandosi padroni – talvolta di una parte rilevante – della loro previdenza, essi sceglieranno una alternativa che condizionerà il loro grado di benessere materiale. |
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| Quando una persona cambia posto di lavoro, decide di creare la propria impresa, si prende – volontariamente o involontariamente – una pausa nel corso della sua vita professionale, oppure divorzia, avrà un potere di decisione in tutto o in parte sul suo libero passaggio. |
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Ricordiamo che il libero passaggio corrisponde alla prestazione cui l'assicurato ha diritto quando lascia un istituto di previdenza prima dell'insorgenza di un caso di previdenza, come il pensionamento, il decesso o l'invalidità. Diverse circostanze possono tuttavia portare un beneficiario a dovere collocare la prestazione di libero passaggio presso un istituto autorizzato di sua scelta. Ad esempio, quando una persona cambia posto di lavoro, decide di creare la propria impresa, si prende – volontariamente o involontariamente – una pausa nel corso della sua vita professionale, oppure divorzia, avrà un potere di decisione in tutto o in parte sul suo libero passaggio. Tale persona dovrà comunque conformarsi all'ordinanza sul libero passaggio (OLP), che contempla due alternative: aprire un conto di libero passaggio presso un istituto di libero passaggio, oppure stipulare una polizza di libero passaggio con una società di assicurazioni o con un istituto di assicurazioni di diritto pubblico. L'alternativa del conto di libero passaggio, sotto forma di un conto titoli, permette di beneficiare pienamente del talento di gestione di un istituto di libero passaggio. In effetti, la performance generata va interamente a favore dell'intestatario della previdenza, mentre in una cassa pensioni i guadagni che superano il tasso d'interesse minimo LPP (attualmente il 2,75%) non vengono necessariamente versati agli assicurati. La cassa pensioni può, al contrario, conservare il surplus di performance nelle riserve, ad esempio in vista di andamenti meno favorevoli dei mercati finanziari. La cassa pensioni non è inoltre tenuta a remunerare la parte sovraobbligatoria. Questo aspetto della remunerazione ha una importanza rilevante, poiché chiaramente influenza l'importo finale cui il beneficiario avrà diritto. Ad esempio, si possono mettere a confronto in base al grafico a fianco gli andamenti sull'arco di 10 anni di due indici Pictet LPP 2005, uno comprendente il 25% di azioni e l'altro il 40% di azioni, con la remunerazione storica del tasso d'interesse minimo LPP. |
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Andamento sull'arco di 10 anni di due indici Pictet LPP 2005, uno comprendente il 25% di azioni e l'altro il 40% di azioni, rispetto alla remunerazione storica del tasso d'interesse minimo LPP |
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La scelta di un istituto di libero passaggio dovrebbe quindi essere influenzata da diversi fattori. Tra questi, la competenza dell'istituto in materia di gestione patrimoniale e la sua trasparenza in materia di informativa sugli investimenti dovrebbero figurare tra i criteri decisivi. Bisogna comunque sottolineare che per gli istituti autorizzati alla gestione degli averi di libero passaggio sarebbe auspicabile una maggiore libertà sul piano dell'asset allocation. Dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), che assicura il rispetto del quadro legale di gestione degli averi di libero passaggio, potrebbe quindi venire l'impulso necessario a un allentamento della regolamentazione in vigore. Si può in particolare immaginare che le fondazioni di libero passaggio possano, analogamente agli istituti di previdenza, avere la possibilità di ricorrere all'articolo 59 dell'OPP2 (ordinanza del 18 aprile 1984 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità) e derogare così dai limiti per gli investimenti definiti in tale ordinanza. I vantaggi offerti dalle nuove tecniche di gestione, come gli investimenti alternativi e i veicoli a rendimento assoluto, potrebbero in tal modo essere sfruttati appieno. Ciò permetterebbe alle fondazioni di libero passaggio di ottimizzare ulteriormente le performance corrette per il rischio per i loro clienti. |
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